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Sotto un sole cocente, nel bellissimo scenario dello stadio di Toscolano, un accogliente paesino incastonato tra montagne e lago di Garda, i DT si sono esibiti per circa un'ora e mezza davanti ad un buon pubblico. Non certo quello delle grandi occasioni, quanto a numero, ma sicuramente caldo, coinvolto, fiero di avere davanti una band che anno dopo anno dimostra come l'Italia sia uno dei paesi che ama di più, affetto che del resto era stato ribadito anche Niklas Sundin qualche mese fa, nella nostra intervista.
La set-list proposta è stata sicuramente molto buona - grazie anche all'ampio spazio che è stato loro dedicato, contrariamente alle performance flash del tour europeo di questo inverno - curata nell'ordine ma soprattutto non tanto prevedibile quanto si sarebbe potuto credere.
Dopo la melodia d'entrata mutuata dalle note di The Treason Wall durante la quale hanno fatto la loro comparsa sul palco, uno alla volta, i sei membri della band, è seguito un potentissimo mix di pezzi presi sia dall'ultimo album, Character, che da Damage Done che da quelli precedenti. Dopo The Treason Wall, ormai consueta apertura da qualche mese a questa parte, sono stati proposti: cinque brani dell'ultimo album, precisamente Lost To Apathy, The New Build, Through Smudged Lenses, The Endless Feed e My Negation; tre di Damage Done, ovvero Monochromatic Stains, White Noise / Black Silence e Final Resistance; due da Haven, ossia l'immancabile The Wonders At Your Feet e Haven; per quanto riguarda Projector la scelta è caduta su ThereIn e sull'inaspettata The Sun Fired Blanks, pezzo decisamente affascinante; da The Mind's I e da The Gallery sono stati tratti 3 brani, ovvero Scythe, Rage And Roses, già proposta questo inverno nei mini-set del tour europeo, la splendida Lethe e, ovviamente, il loro eterno cavallo di battaglia, Punish My Heaven.
Splendida l'esecuzione dei pezzi, a livello generale, come sempre coinvolgente e carica di energia. C'è però da dire che se i brani degli album precedenti sono interpretati in modo incredibilmente fedele alle versioni originali, per quanto riguarda Character il discorso cambia: troppo spesso, come era successo in parte anche questo inverno, i nuovi brani, fatta eccezione per My Negation, risultano praticamente irriconoscibili per quanto riguarda i primi 10-20 secondi, forse per un'impostazione del suono calibrata in modo diversa rispetto all'album.
In ogni caso, la qualità del suono è risultata soddisfacente, come del resto il bilanciamento complessivo delle diverse componenti, lasciando da parte i fischi che hanno assillato la chitarra di Martin Henriksson per le prime due o tre canzoni, anche se forse i DT rendono meglio in locali chiusi, dove la dispersione del suono è minore e dunque l'intensità acustica maggiore. Tentando di esprimere un giudizio sui singoli brani, certamente i migliori, quanto a fedeltà rispetto alla versione dell'album, sono stati Monochromatic Stains, ThereIn e, inutile dirlo, Punish My Heaven, capolavoro privo di fine e limiti.
Ottima la partecipazione del pubblico che, sebbene non numeroso data l'ora, ha dimostrato una grande stima e un forte attaccamento alla band, che ha ricambiato offrendo una performance sublime, oltre che a livello di musica, a livello di presenza scenica, con Mikael Stanne che prima inonda, con una pompa strappata di mano alla security, sè stesso, colleghi e pubblico dell'Evolution e poi vi si lancia sopra, un po' come era successo a Treviso. Ancora una volta, dunque, la dimostrazione di un'energia e di un'abilità nel legare con la gente davvero inimitabili. Pogo, cori, ovazioni e accompagnamento da parte del pubblico si susseguono prima, durante e dopo ogni singolo pezzo, rendendo l'atmosfera, già resa incandescente da un forte sole, ancor più impressionante.
Report a cura di Nt3N
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