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La terza tappa italiana del tour invernale 2005, la sesta se si considera l'intero arco dell'anno, si apre verso le 19.30 con un Meet&Greet organizzato da DarKillitY.net in collaborazione con Spin-GO e con Jez Hale, il tour-manager.
Con un po' di ritardo, causa sound-check posticipato, fanno entrare una rappresentanza di circa una decina di fan, tra cui utenti del sito e del forum, in un new age ancora allestito per la cena dei tre gruppi. I Dark Tranquillity ci accolgono con grandissimo calore salutandoci uno per uno e dimostrando una volta di più quanto tengono al rapporto con i fan, soprattutto quelli italiani. L'incontro dura circa un quarto d'ora, come previsto, e in questi minuti scambiamo quattro chiacchiere con la band, guidata da un grandissimo Stanne, protagonista, oltre che sul palco, anche durante lo scatto delle foto-ricordo. Dopo aver firmato numerosi poster e booklet, e dopo aver scattato altrettante foto, si congedano lentamente da noi, ringraziandoci sempre uno per uno con grande gentilezza e cordialità, per tornare sul pullman in attesa dell'apertura del locale.
La serata si apre puntualmente con la performance degli Hatesphere, spalla dei Dark Tranquillity anche durante il tour di febbraio. Come sempre si dimostrano una band solida, piuttosto originale e non troppo scontata, potente e molto coinvolgente. Tutto il contrario dei co-headliner Chimaira - band tanto attesa di genere abbstanza poliedrico (spaziano dal Metalcore al Thrash) - che deludono le aspettative proponendo pezzi ripetitivi e dimostrandosi incredibilmente freddi con un pubblico reso già incandescente dalla precedente esibizione degli Hatesphere.
Ma dopo un'ora abbondante di Chimaira è il momento dei Dark Tranquillity, finalmente headliner, che aprono la loro performance con The Treason Wall davanti ad un pubblico ormai molto numeroso.
Basta l'intro martellante di Jivarp e l'ingresso growlante leggermente posticipato di Stanne per mandare in delirio una folla veramente caldissima, senza nessun momento di pausa, per tutta la durata del concerto. Segue Lost To Apathy, pezzo splendido che finalmente viene riprodotto con incredibile fedeltà rispetto all'album version, anche grazie ad un audio veramente ben calibrato, nonostante per alcuni tratti la chitarra di Sundin appaia lievemente soffocata rispetto al resto. Dopo molto tempo, torna on stage anche Zodijackyil Light riproposta con la pausa di silenzio centrale al cui termine il pubblico letteralmente esplode. Grande ritorno anche di Damage Done che apre la strada all'epico The New Build, pezzo di una velocità e potenza devastante, che lascia senza fiato il pubblico.
Seguono l'ormai classica The Wonders At Your Feet - immancabile tanto quanto Punish My Heaven -, White Noise / Black Silence, pezzi che introducono la fase centrale del concerto, la più introspettiva e poetica, con Haven e ThereIn, due capolavori, cantati come sempre a gran voce da ogni singolo spettatore. Tocca quindi alla novità vera e propria di questa setlist, ovvero Senses Tied, decima traccia dell'ultimo nato Character, un pezzo davvero bellissimo, con gli splendidi giri di tastiere di Brändström, e riproposto on-stage con assoluta fedeltà. Nonostante la stampa della scaletta citi Indifferent Suns, viene proposto un pezzo attesissimo, FreeCard, apertura di Projector. Segue l'esposiva Monochromatic Stains, come sempre la più fedele rispetto alla rispettiva versione dell'album, senza considerare il capolavoro indiscusso della band, lasciato in terz'ultima posizione, Punish My Heaven, a cui basti associare un unico aggettivo: mostruoso. Gli ultimi due pezzi sono la malinconica e dolcissima My Negation e la consueta chiusura Final Resistance, accompagnata da cori e cantata da tutti. Anno dopo anno, sempre ottima l'impostazione del suono al New Age, ben calibrata e curata anche se di tanto in tanto la voce di Stanne - comunque aggressiva e brutale nello scream-growl quanto armoniosa nel clean - e la chitarra di Sundin sono sembrate troppo sacrificate.
Grandissimo pubblico: canta ogni canzone a squarciagola, lanciandosi per cercare di afferrare le mani di Stanne che canta praticamente sempre con un piede sul palco e uno appoggiato direttamente sulle barriere di sicurezza.
Quasi durante ogni pausa, si scatenano cori a favore della band, cori talmente forti e sentiti che Stanne resta praticamente senza parole, ripetendo almeno tre volte che l'Italia è il posto in cui preferisce suonare in assoluto e che, anche se lo dice anche altrove, l'Italia è l'unica in cui lo sente davvero. Splendida la presenza scenica, come sempre, di tutti i membri della band e in particolare di uno scatenato Nicklasson che non perde occasione di incitare il pubblico che risponde sempre con grande energia. Energia e carisma che vengono trasmessi dai nostri svedesi in ogni secondo con una passione davvero fuori dal comune, che rende i Dark Tranquillity sicuramente una delle migliori live-bands in assoluto.
Setlist:
- The Treason Wall
- Lost To Apathy
- Zodijackyl Light
- Damage Done
- The New Build
- The Wonders At Your Feet
- White Noise / Black Silence
- Haven
- ThereIn
- Senses Tied
- FreeCard
- Monochromatic Stains
- Punish My Heaven
- My Negation
- Final Resistance
Report a cura di Nt3N
Photogallery completa di questo concerto
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